Quando uno legge Cyber pensa subito male

In effetti la parola Cyber è il principale prefisso che ci annuncia un problema: cyberbullismo, Cyber crimini, Cyber criminale e mettiamoci pure Cyber sex e tutti annessi.

Ora la parola Cyber Sicurezza sembra, anzi lo è, fondamentale per contrastare i vari crimi e la criminalità. Alla parola Cyber si associa la parola hacker e poi pishing ecc. Quante correlazioni!

Ora l’articolo del S24ore che propongo risulta interessante, non solo per il contenuto ma pure per il dizionarietto.

Prendiamo in esame solo una parola: pear che indica un sofisticato e particolare tipo di phishing realizzato mediante l’invio di email profilate e targettizzate per una specifica organizzazione o persona. Lo scopo di questi attacchi è tipicamente quello di ottenere accesso ai sistemi Ict e informazioni riservate

Il vocabolario contiene pure una new entry: Clickbaiting. Da imparare per conoscere come sono diventati sofisticati questi hackers.

Condividi:
Share

UNA BELLA SODDISFAZIONE -10 ALLIEVI-10 CORSI CLASSROOM APERTI – 4 ORE – DI LAVORO- PRIMA VOLTA

No sapevo che titolo dare al post, ma una grande soddisfazione l’ho avuta ieri al termine di quattro ore di corso PON sugli ambienti formativi . Per imparare che cosa è un ambiente di elearning bisogna PROGETTARE e quindi costruire in ambiente. Ho scelto che permette in modo semplice (per chi chi lo usa la prima volta gli appare non del tutto semplice) di progettare e costruire corsi destinati ad una utenza che non è solo scolastica in senso stretto.

Ho portato tutti i corsisti che erano o docenti o personale di segreteria con diverse competenze ed esperienze, praticamente da zero, alla costruzione del loro corso. Li ho aiutati a scegliere da soli un argomento importante e di valore, declinato secondo le loro sensibilità e ambito in cui volevano poi farlo conoscere.  Ho usato la tencnica delle mappe mentali e del brainstorming ed è uscito il  tema della SICUREZZA.  10 partecipanti 10 declinazioni dell’argomento.

Li ho accompagnati nelle 4 ore alla scoperta di come sia possibile con la reciproca fiducia passare da scarse conoscenze a buone e aumentare la propria autostina. Hanno collaborato con me e tra loro tra pari. Non tutti si conoscevano e qualcuno era la prima volta che partecipava ai PON. Un buon risultato nei lavori e una bella soddisfazione di aver aperto loro la mente sulle possibilità di uso dell’Elearning nel loro lavoro.

Nel prossimo incontro sarà facile introdurre Moodle, uno standard di fatto per l’Elearning. Sono certo dei risultati finali.

Condividi:
Share

Cambiamenti climatici: effetti non solo visibili ma pure sulle relazioni umane e tra popoli. C’è una relazione tra clima e guerra.

Il titolo può suonare enigmatico, ma sospettavo che il avesse ripercussioni non solo che si vedono, tipo acqua, alluvioni, tornado, siccità ecc… ma pure … leggete.

Il Papa ha recentemente scritto : 15 novembre il Papa sul clima:

«Dovremmo evitare di cadere in questi quattro atteggiamenti perversi, che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo sulla costruzione del futuro del nostro pianeta: negazione, indifferenza, rassegnazione e fiducia in soluzioni inadeguate». Lo scrive papa Francesco nel messaggio inviato a Frank Bainimarama, premier delle Fiji, presidente della 23esima Sessione della Conferenza sulla Convenzione-Quadro dell’Onu sui Climatici (COP-23), in corso a Bonn.

Nell’articolo di Internazionale del 29settembre troviamo che:

Non ci siamo ancora resi conto della minaccia che incombe sull’umanità: se non fermeremo il cambiamento climatico, in meno di cent’anni la Terra potrebbe diventare quasi inabitabile

Ma la cosa che più mi ha sorpreso, in quanto chiaramente espressa, è il problema della relazione tra clima e .

Guerra perpetua

Quando parlano della Siria i climatologi sono molto cauti. Dicono che, anche se il cambiamento climatico ha provocato la siccità che ha contribuito alla guerra civile, non è esatto afermare che il conlitto è frutto del riscaldamento globale. Anche nel vicino Libano, per esempio, la siccità ha distrutto i raccolti. Ma ricercatori come Marshall Burke e Solomon Hsiang sono riusciti a tradurre in cifre alcuni rapporti meno ovvi tratemperatura e violenza: per ogni mezzo grado in più, dicono, la probabilità di conflitti armati aumenterà dal 10 al 20 per cento. In climatologia niente è semplice, ma la matematica è inesorabile: in un pianeta di cinque gradi più caldo ci sarebbe almeno metà delle guerre in più rispetto a oggi. Nel complesso, in secolo i conlitti sociali potrebbero più che raddoppiare.

Questo è uno dei motivi per cui, come mi hanno fatto notare quasi tutti i climatologi con cui ho parlato, l’esercito statunitense è ossessionato dal cambiamento climatico: l’inondazione delle basi navali a causa dell’innalzamento del livello dei mari è un problema, ma se il tasso di raddoppia, fare i poliziotti del mondo diventa ancora più diicile. Naturalmente, il clima non ha contribuito ai conlitti solo in Siria. Qualcuno ipotizza che l’aumento della tensione in Medio Oriente negli ultimi anni sia dovuto anche alla pressione del riscaldamento globale, un’ipotesi ancora più crude- le se si pensa che l’innalzamento delle temperature ha cominciato ad accelerare da quando il mondo industrializzato estrae e brucia il petrolio di quella regione.

Come si spiega il rapporto tra clima e conlitti? In parte è dovuto all’agricoltura e all’economia, e ha sicuramente molto a che fare con le migrazioni forzate, che han- no già raggiunto livelli da record: al momento nel mondo ci sono 65 milioni di profughi. Ma c’è anche la semplice irritabilità dei singoli individui. Il caldo fa aumentare il tasso di criminalità nelle città, il linguaggio osceno sui social network e le probabilità che un lanciatore di baseball colpisca un battitore avversario per rappresaglia se un battitore della sua squadra è stato colpito. E l’arrivo dei condizionatori nei paesi ricchi, a metà del secolo scorso, ha fatto ben poco per risolvere il problema dell’ondata di crimini estivi.

Alcune immagini emblematiche tratte dall’articolo in questione, che raccomando di recuperare e leggere tutto.

Condividi:
Share

Bullismo, autolesionismo e gli inquieti adolescenti di oggi.

Tanti problemi per i genitori di oggi. L’adolescenza è un inquieto periodo ed oggi percorso da molte insidie legate alla rete e alle così dette mode.

Un articolo di Internazionale tratto da The Scientist ci introduce al problema. Ci dice che l’aumento dei disturbi mentali nell’adolescenza è diventato una realtà complessa e che il vero problema è che non si fa abbastanza per chi ha davvero bisogno d’aiuto

Una spiegazione difusa per l’aumento del malessere giovanile è l’esposizione al bullismo online. Il fenomeno è spesso presentato come la peggiore delle minacce, eppure un recente studio, che ha coinvolto più di centomila adolescenti inglesi, rivela che il bullismo reale è più difuso di quello online e spesso molto più nocivo. “I social network sono un nuovo canale, ma il ciberbullismo non è diverso da quello tradizionale”, dice Andrew Przybylski, che ha partecipato alla ricerca.

Inoltre, l’aumento dell’autolesionismo non equivale necessariamente all’aumento del disagio. “Non è dimostrato che nasca da un maggiore livello di soferenza”, dice il pediatra Max Davie. “Potrebbe essere diventato un modo culturalmente più accettabile di manifestarla”.

Come capiamo ci sono mode e modi per manifestare i problemi da parte degli adolescenti e le famiglie e le istituzioni dovrebbero, lo si dice sempre, più attente.

Condividi:
Share