Archivio mensile:aprile 2018

Tendenza homeschooling

TENDENZA ” ” un eccellente articolo sul mensile IL del Sole24ore.

Suona la campanella, inizia la a casa L’istruzione domiciliare è in crescita negli Usa. Colpa di e .

Secchielli di pietre nelle aule per prendere a sassate i potenziali assalitori. E questa la misura già in vigore messa a punto da un sovrintendente del distretto scolastico Blue Mountain della Pennsylvania. «Se un intruso armato entra in classe, verrà lapidato>>, lo ha spiegato David Helsel, amministratore nella Contea di Schuylkill. <<I nostri ragazzi hanno buone braccia».

Stati Uniti: un Paese in cui le scuole possono anche diventare luoghi piuttosto pericolosi. Non sorprende, quindi, come negli ultimi anni sempre più genitori americani abbiano scelto la homeschool . Per loro, far scuola sul divano è l’antidoto a rischi di stragi per mano di folli armati, minacce di baby gang e bullismo.

Altre ragioni per l’educazione parentale sono: non consentire che la scuola intacchi i valori religiosi della famiglia insegnando teorie come quella darwiniana (per gente che vive nella Bible Belt – ma non solo costituiscono una vera iattura) e la possibilità di assumere (e se necessario licenziare, senza troppe smancerie) i tutor ritenuti inadeguati.

Gli studenti americani istruiti a casa nel 2016 erano 1,7 milioni, dai 5 ai 17 anni.

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Il prossimo primo maggio visto dagli studenti napoletani

così abbiamo nel sud un problema NON nuovo. Quello del lavoro!NAPOLI Al lavoro di Primo Maggio con l’alternanza -lavoro: stavolta sono i ragazzi della Quarta A del classico Garibaldi a protestare, come già i colleghi del Vittorio Emanuele in occasione delle Giornate del Fai. Nel giorno della Festa del Lavoro quando saranno impegnati dalle 9 alle 17 nel ruolo di guide turistiche, al Pio Monte della Misericordia indosseranno cartellini «contro l’alternanza scuola sfruttamento», annunciano i minorenni con un video già diventato

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la complessità

The world is changing

  Il mondo sta cambiando molto velocemente. Non si tratta di una grande novità, ma oggi, a causa di un’elevata interconnessione globale e di un ritmo di cambiamento sempre più rapido, è diventato sempre più difficile per gli esseri umani tenere il passo con gli sviluppi tecnologici, economici e sociali.

Partiamo da questa considerazione per definire meglio il termine VUCA

Il termine VUCA descrive alcuni fattori importanti di questi sviluppi e, pertanto, ha guadagnato popolarità in questi giorni. Una semplice ricerca su Google mostra oltre 1.220.000 risultati rispetto ai   396.000 risultati del gennaio 2015.

 VUCA sta per Volatilità, Incertezza, Complessità e Ambiguità. Descrive una situazione che noi esseri umani ci siamo sempre trovati ad affrontare: Nell’età della pietra, la caccia e l’uccisione di un mammut era una sfida molto difficile, avendo solo armi semplici di quel tempo e avendo la necessità di coordinare un gruppo di cacciatori con strumenti semplici. Anche l’ambiente apparve molto VUCA ai cacciatori e raccoglitori di quel tempo. La conoscenza limitata della natura, dei modelli di base e delle interdipendenze ha reso difficile prevedere il tempo, il rischio di una valanga di neve o un terremoto, uno tsunami o altro.

Oggi crediamo di capire sempre meglio “il mondo”.

Tuttavia, abbiamo una sensazione di VUCA: mondo di oggi sembra diventare sempre più impegnativo per noi che abbiamo a che fare con esso. Perché abbiamo ancora il problema come i primitivi cnche se l’umanità e la nostra conoscenza si sono sviluppate così tanto e in modo incredibile?

Ci sono studi che andrò ad esporre più avanti, che hanno particolare attenzione al business e al management.

Quali sono stati i precursori, che hanno intuito e studiato per primi problema

Negli anni 2000, Peter Drucker ha sviluppato l’idea che siamo nella transizione verso una “Next Society”, descrivendo tendenze come l’invecchiamento della società, l’importanza della conoscenza o il nuovo protezionismo e che questo avrà un impatto sulle organizzazioni e successivamente sull’economia globale.

 Ha scritto che le Organizzazioni devono essere consapevoli di questa transizione e devono essere pronte ad affrontarla (Drucker 2001, 2007).

Molto più complesso e  articolato è il pensiero del sociologo Dirk Baecker ( poco conosciuto in Italia ma molto in Germania) che ha sviluppato ulteriormente l’idea di Drucker, fornendo tesi concrete per la “nuova” società , comprese le prime idee per la nuova forma di cultura, struttura, integrazione, politica, economia, arte, scienza, religione, istruzione, organizzazione, ecc. (Baecker 2011).

Queste idee dimostrano che abbiamo bisogno di strumenti e modelli diversi per affrontare le situazioni future. Non è più sufficiente attenersi alla tradizione dello sviluppo industriale, che vede le organizzazioni come macchine a controllo numerico e quindi la loro gestione  e organizzazione in questa ottica.

Ci troviamo in un momento in cui nuove idee e nuovi concetti hanno bisogno di spazio per essere applicati e testati nell’ambiente imprenditoriale.

Cercherò nei prossimi post di fornire alcuni spunti di partenza e idee per affrontare l’inizio di un viaggio che esplora e sviluppa nuovi concetti o un nuovo modo di gestire.

Per la bibliografia vedere

Drucker PF (2007) Managing in the next society. Routledge, London

Drucker P (2001) The next society. http://www.economist.com/node/770819 . Accesso del 26/04/2018

Dirk Baecker  (2011) Zukunftsfähigkeit: 16 Thesen zur nächsten Gesellschaft. Revue für Postheroisches Management, Heft 9, 8–9

https://catjects.wordpress.com/about/

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