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Cambiamenti climatici: una strana relazione in America

Una relazione tra uragani ed economia americana è intervenuta in modo del tutto inaspettato. Un articolo di Loretta Napoleoni lo spiega in dettaglio. Noi prendiamo due cose soltanto. Era previsto che … invece:

Nel terzo trimestre del 2017 l’economia americana è cresciuta del 3 per cento, decisamente più del previsto (2,6 per cento su base annuale). Alcuni economisti avevano addirittura pronosticato una contrazione a causa dei danni provocati da due uragani consecutivi, e invece non è stato così.

Che cosa è accaduto?

La spesa dei consumatori è rimasta stabile, e anzi nelle zone colpite dal maltempo molti hanno riacquistato ciò che hanno perso, dalle macchine ai mobili. In effetti

la ricostruzione dopo un evento meteorologico estremo, come un uragano, può aiutare l’economia facendo salire la spesa dei consumi, che negli Stati Uniti assorbe circa il 70 per cento della produzione nazionale.

Risultato:

È paradossale, ma i due uragani confermano le previsioni di Donald Trump che aveva preannunciato un’impennata della crescita nella seconda metà del 2017.

Molto istruttivo.

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Cambiamenti climatici: effetti non solo visibili ma pure sulle relazioni umane e tra popoli. C’è una relazione tra clima e guerra.

Il titolo può suonare enigmatico, ma sospettavo che il avesse ripercussioni non solo che si vedono, tipo acqua, alluvioni, tornado, siccità ecc… ma pure … leggete.

Il Papa ha recentemente scritto : 15 novembre il Papa sul clima:

«Dovremmo evitare di cadere in questi quattro atteggiamenti perversi, che certo non aiutano alla ricerca onesta e al dialogo sincero e produttivo sulla costruzione del futuro del nostro pianeta: negazione, indifferenza, rassegnazione e fiducia in soluzioni inadeguate». Lo scrive papa Francesco nel messaggio inviato a Frank Bainimarama, premier delle Fiji, presidente della 23esima Sessione della Conferenza sulla Convenzione-Quadro dell’Onu sui Climatici (COP-23), in corso a Bonn.

Nell’articolo di Internazionale del 29settembre troviamo che:

Non ci siamo ancora resi conto della minaccia che incombe sull’umanità: se non fermeremo il cambiamento climatico, in meno di cent’anni la Terra potrebbe diventare quasi inabitabile

Ma la cosa che più mi ha sorpreso, in quanto chiaramente espressa, è il problema della relazione tra clima e .

Guerra perpetua

Quando parlano della Siria i climatologi sono molto cauti. Dicono che, anche se il cambiamento climatico ha provocato la siccità che ha contribuito alla guerra civile, non è esatto afermare che il conlitto è frutto del riscaldamento globale. Anche nel vicino Libano, per esempio, la siccità ha distrutto i raccolti. Ma ricercatori come Marshall Burke e Solomon Hsiang sono riusciti a tradurre in cifre alcuni rapporti meno ovvi tratemperatura e violenza: per ogni mezzo grado in più, dicono, la probabilità di conflitti armati aumenterà dal 10 al 20 per cento. In climatologia niente è semplice, ma la matematica è inesorabile: in un pianeta di cinque gradi più caldo ci sarebbe almeno metà delle guerre in più rispetto a oggi. Nel complesso, in secolo i conlitti sociali potrebbero più che raddoppiare.

Questo è uno dei motivi per cui, come mi hanno fatto notare quasi tutti i climatologi con cui ho parlato, l’esercito statunitense è ossessionato dal cambiamento climatico: l’inondazione delle basi navali a causa dell’innalzamento del livello dei mari è un problema, ma se il tasso di raddoppia, fare i poliziotti del mondo diventa ancora più diicile. Naturalmente, il clima non ha contribuito ai conlitti solo in Siria. Qualcuno ipotizza che l’aumento della tensione in Medio Oriente negli ultimi anni sia dovuto anche alla pressione del riscaldamento globale, un’ipotesi ancora più crude- le se si pensa che l’innalzamento delle temperature ha cominciato ad accelerare da quando il mondo industrializzato estrae e brucia il petrolio di quella regione.

Come si spiega il rapporto tra clima e conlitti? In parte è dovuto all’agricoltura e all’economia, e ha sicuramente molto a che fare con le migrazioni forzate, che han- no già raggiunto livelli da record: al momento nel mondo ci sono 65 milioni di profughi. Ma c’è anche la semplice irritabilità dei singoli individui. Il caldo fa aumentare il tasso di criminalità nelle città, il linguaggio osceno sui social network e le probabilità che un lanciatore di baseball colpisca un battitore avversario per rappresaglia se un battitore della sua squadra è stato colpito. E l’arrivo dei condizionatori nei paesi ricchi, a metà del secolo scorso, ha fatto ben poco per risolvere il problema dell’ondata di crimini estivi.

Alcune immagini emblematiche tratte dall’articolo in questione, che raccomando di recuperare e leggere tutto.

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