Archivio della categoria: Personal Branding

Smartphone e digitazione amorosa

Caro : frammenti di una digitazione amorosa di Francesco Guglieri da IL MASCHILE del Sole 24 Ore di mese

Tra noi è finita, cellulare. Lo so, i divorzi sono dolorosi e la vita dopo è molto difficile da immaginare. Per questo ho comprato una guida appena uscita negli Stati Uniti

[ho pure io comperato, per cuiosità, come l’autore di questo articolo, un libro appena uscito negli Stati Uniti, How to Break Up with your Phone di Catherine Price] …. Guglieri scrive …. per aiutare quelli come noi a lasciarsi senza troppi traumi. O quantomeno a ripensare una vita più equilibrata. Ci ho messo un po’ a prenderne coscienza poi però ho installato un’app chiamata Moment che registra tutte le volte che sblocchi il cellulare e il tempo che ci passi: quando vedi che ci trascorri due o tre ore al giorno, anche se parcellizzate in 150 sessioni, e cioè quasi il 20 per cento della tua vita da sveglio, inizi a vedere le cose da un altro punto di vista. [ in effetti la cosa mi ha incuriosito e installerò questa app]. … Gli smartphone ci parlano, si rivolgono direttamente a noi con notifiche e segnali: per questo il primo passo che ho fatto, consigliato dalla Price, è stato di eliminare tutte le notifiche, anche il pallino rosso della mail non letta (andrò a controllarla quando mi interessa). Il secondo passo è stato l’applicazione dei precetti di Marie Kondo: una specie di “Magico potere del riordino delle app” per eliminare quelle che non uso mai, che non mi servono davvero e tenere solo le indispensabili. Sono ricorso ai piccoli trucchetti, come … Passaggio successivo ma indispensabile: disinstallare tutti i social, a cominciare da Facebook e Twitter.

Ora voglio aggingere al testo ulteriori  note, tratte dal libro. Partiamo dall’inizio.

Catherine Price che ha scritto il libro HOW TO BREAK UP WITH YOUR PHONE,  link : http://www.catherine-price.com/how-to-break-up-with-your-phone/

Se sei curioso per lo stato del tuo rapporto con il tuo smartphone, prova a fare il test di compulsione per smartphone, sviluppato dal Dr. David Greenfield, il tuo smartphone. [Io l’ho fatto ed ecco il link http://virtual-addiction.com]  fondatore del Center for Internet and Technology Addiction e professore di psichiatria presso la University of Connecticut School of Medicine.

Ho quindi tradotto per voi una parte introduttiva del testo che vi propongo tal quale:

Basta cerchiare le domande che si possono applicare a voi.

  1. Vi trovate a passare più tempo sulla cellulare o sullo smartphone di quanto vi rendiate conto?
  2. Ti ritrovi a passare il tempo senza pensiero su base regolare guardando la tua cella o smartphone?
  3. Sembra che perdiate di vista il tempo quando sei sulla tua cellulare o smartphone?
  4. Ti ritrovi a passare più tempo a inviare SMS, Tweeting o email che a parlare con le persone di persona?
  5. La quantità di tempo che dedichi alla tua cellulare o smartphone è in aumento?
  6. Vorresti essere un po’ meno coinvolto con il tuo telefono?
  7. Dormi con la tua cella o smartphone (acceso) sotto il cuscino o accanto al letto regolarmente?
  8. Ti ritrovi a visualizzare e rispondere a testi, tweet ed email a tutte le ore del giorno e della notte, anche se significa interrompere altre cose che stai facendo?
  9. Scrivi, invia un’email, un tweet, uno snapchat, un messaggio su Facebook o naviga mentre guidi o stai facendo altre cose simili? attività che richiedono attenzione e concentrazione?
  10. Ritenete che l’uso della vostra cellulare o smartphone, a volte, diminuisca la produttività?
  11. Ti senti riluttante a rimanere senza il tuo cellulare o smartphone, anche per un breve periodo di tempo?
  12. Vi sentite a vostro agio o a disagio quando accidentalmente lasciare il vostro smartphone in macchina o a casa, o non ha alcun servizio o il  telefono è rotto?
  13. Quando mangiate ai pasti, il vostro cellulare o smartphone è sempre parte dell’ambiente del tavolo?
  14. Quando il cellulare o lo smartphone squilla, emette un segnale acustico o un ronzio, avvertite un forte desiderio di controllare la presenza di testi, tweet, email, aggiornamenti e così via?
  15. Vi trovate a controllare senza pensarci il vostro cellulare o smartphone molte volte al giorno, anche quando sai che non c’è probabilmente nulla di nuovo o importante da vedere?

Ecco come Greenfield interpreta i punteggi delle persone, ovvero quanti cerchi hai fatto:

1-2: Il tuo comportamento è normale.

3-4: Il vostro comportamento è orientato verso un uso problematico o compulsivo.

5 o superiore: È probabile che possiate avere un utilizzo problematico o compulsivo dello smartphone.

8 o superiore: Se il punteggio è superiore a 8, si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di vedere uno psicologo, psichiatra o psicoterapeuta specializzato in dipendenze comportamentali per una consulenza.

Se sei come la maggior parte delle persone, ed hai appena scoperto che si definiscono per una valutazione psichiatrica, voglio dire, vieni. L’unico modo per ottenere un punteggio inferiore a 5 in questo test è non avere uno smartphone.

Ma il fatto che questi comportamenti e sentimenti siano così universali non significa che siano innocui o che questo test sia troppo drammatico. Invece, è un’indicazione che il problema può essere più grande di quanto pensiamo. Per provarlo, provate questo gioco: la prossima volta che siete in pubblico, prendete un secondo a notare quante persone intorno a voi, compresi i bambini, stanno guardando i loro telefoni. Poi immaginate che invece di guardare i loro smartphone, quelle stesse persone stavano sparando. Il fatto che metà delle persone intorno a te lo facesse farebbe sembrare normale o giusto?

Non sto suggerendo che gli smartphone siano in realtà così coinvolgenti come i farmaci per via endovenosa. Ma penso che ci stiamo prendendo in giro se non crediamo di avere un problema.

Si consideri quanto segue:

Gli americani controllano i loro telefoni circa 47 volte al giorno. Per le persone tra i 18 e i 24 anni, la media è di 82. Complessivamente, questo si traduce in oltre 9 miliardi di controlli telefonici al giorno.

In media, gli americani trascorrono più di 4 ore al giorno sui loro telefoni. Ciò equivale a circa 28 ore alla settimana, 112 ore al mese o 56 giorni interi all’anno.

Quasi l’80 per cento degli americani controlla il proprio telefono entro mezz’ora dal risveglio.

Metà di noi controlla i nostri telefoni nel cuore della notte. (Tra i giovani dai 25 ai 34 anni, è più del 75 per cento.)

Stiamo usando i nostri telefoni così tanto che ci stiamo dando lesioni da sforzo ripetitivo come “pollice texting” e “gomito del telefono cellulare”.

Più dell’80 per cento degli americani riferisce di tenere il telefono vicino “quasi sempre durante le ore di veglia”.

Quasi 5 americani su 10 sono d’accordo con questa affermazione: “Non riesco a immaginare la mia vita senza il mio smartphone”.

Quasi 1 adulto americano su 10 ammette di controllare il proprio telefono cellulare durante il sesso. Sì, sesso.

Ma per me, il risultato più sorprendente del sondaggio è questo: secondo l’edizione 2017 del rapporto annuale della American Psychological Association’s Stress in America, quasi due terzi degli adulti americani concordano sul fatto che periodicamente “scollegare” o prendere una “disintossicazione digitale” sarebbe un bene per la loro salute mentale. Eppure, appena un quarto di queste persone lo ha fatto da solo.

Come giornalista di salute e scienza, (l’autrice del libro) trovo affascinante questa discrepanza. Ma anche il mio interesse è personale. Ho trascorso più di quindici anni a scrivere libri e articoli su argomenti che vanno dal diabete, chimica nutrizionale ed endocrinologia alla consapevolezza, psicologia positiva e meditazione. A parte un breve periodo come insegnante di latino e matematica e come chiunque abbia iniziato la propria attività sa  che sopravvivere come freelance richiede molta autodisciplina e attenzione. (Ho passato tre anni a scrivere una storia di vitamine, per amore della bontà.) Si potrebbe pensare che ormai la mia abilità di gestione del tempo deve essere abbastanza ben affinata. Ma negli ultimi anni, hanno effettivamente peggiorato. Il mio intervallo di attenzione è più breve. La mia memoria sembra più debole. La mia attenzione sfarfalla. Certo, alcuni di questi possono essere dovuti a naturali cambiamenti legati all’età nel mio cervello. Più ci ho pensato, però, più ho cominciato a sospettare che ci fosse un fattore esterno nel gioco, e che quel fattore fosse il mio telefono.

[ bene per il momento terminiamo la presentazione di questo libro veramente interessante ]

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Leonardo da Vinci: Cerco Lavoro a Milano

Possiamo così tradurre con termini moderni la /  inviata da   poco più di cinquecento anni, esattamente nel 1482. A quell’epoca Leonardo ha trent’anni. Viene dalla bottega del Verrocchio e  supera il suo maestro in bravura. Lavora/ha esperienze lavorative  a Firenze, nella ambiente di Lorenzo il Magnifico, dove qui ha iniziato a dipingere i suoi capolavori. Alla ricerca di nuovi stimoli professionali vuole trasferirsi a Milano, all corte del  duca Ludovico il Moro (https://goo.gl/gQNm7Q).

Sotto la reggenza del Moro, Milano ebbe un periodo d’oro. In quel periodo vennero realizzate molte opere di ingegneria civile e militare come canali e fortificazioni e la coltivazione del gelso, legato alla produzione di tessuti di seta.

Interessante anzi eccezionale è il modo di presentarsi di Leonardo, valido tuttora. Leonardo vuole avere un CONTATTO il Duca di Milano. Leonardo scrive al Moro una «lettera di impiego», una vera e propria autocandidatura in dodici punti. Nove non hanno niente a che fare con quello che era meglio conosciuto, sono un catalogo di armi e macchine da guerra. Solo gli ultimi il 10,11,12 presentano in modo sobrio le sue qualità di ingegnere civile e, in ultimo, anche di artista.

Prima di leggere questa lettera che è in 10  punti di 35 righe e circa 2.500,  cerchiamo di capire il valore della lezione, tuttora valido, quando ci si autopromuove. Si tratta di Personal Branding del 1482.

Da subito, fa una sparata, che pochi oggi si azzarderebbero, come inizio. Leonardo chiarisce che il suo profilo professionale è il migliore, dice  l’unico: scrive che tutti quelli che si fanno passare per esperti di strumenti bellici in realtà non hanno inventato proprio niente, ma spacciano per novità delle macchine da guerra comunissime. Solo lui ha competenze e segreti che possono fare davvero la differenza. E come inizio non è male. “Avendo, Signor mio Illustrissimo, visto et considerato oramai ad sufficienzia le prove di tutti quelli che si reputono maestri et compositori de instrumenti bellici, et che le invenzione e operazione di dicti instrumenti non sono niente alieni dal comune uso, mi exforzerò, non derogando a nessuno altro, farmi intender da V. Excellentia, aprendo a quella li secreti mei, et appresso offerendoli ad omni suo piacimento in tempi opportuni, operare cum effecto circa tutte quelle cose che sub brevità in parte saranno qui di sotto notate (et anchora in molte più secondo le occurrentie de’ diversi casi etcetera)… “  Traducendo: “Avendo constatato che tutti quelli che affermano di essere inventori di strumenti bellici innovativi in realtà non hanno creato niente di nuovo, rivelerò a Vostra Eccellenza i miei segreti in questo campo, e li metterò in pratica quando sarà necessario. Le cose che sono in grado di fare sono elencate, anche se brevemente, qui di seguito (ma sono capace di fare molto di più, a seconda delle esigenze.”

Perché questo inizio? Si può pensare che nella lettera Leonardo abbia insistito sulle armi  per far colpo sul duca.

In effetti in quel periodo turbolento poteva ragionare che la sua candidatura era maggiormente valutata come esperto di macchine da guerra e strategia militare che come artista.

In quel modo aumentava le possibilità di accettazione, quindi diciamo che sapeva vendersi. Dopo pochi mesi dopo era a Milano, alle dipendenze di Ludovico il Moro. Resterà per quasi vent’anni. Il suo lavoro  come ben sappiamo è andato ben oltre le macchine da guerra. Oltre all’Ultima cena, che tutti sappiamo ha prodotto qui  notevole attività  artistica e scientifica.

Leonardo ha lasciato questo moderno documento e un brillante esempio di gestione di carriera, oggi diciamo di Personal Branding.

Le caratteristiche della lettera rispecchiamo una presentazione personale e/o un C.V. Vediamole.

Semplicità e chiarezza nel delucidare le proprie doti:

  • Non si perde in frasi troppo lunghe, Leonardo usa un elenco di 10 punti Il che facilita e rende chiara la lettura e l’interpretazione
  • Utilizza un linguaggio è semplice ma di persona esperta (“sono in grado di fare…”);
  • Leonardo non comunica dapprima le sue conoscenze di pittura o scultura, le lascia per ultime (per queste cose era già famoso) ma di armi ed ingegneria utili in guerra – ovvero di quello Moro aveva bisogno in quel momento storico;
  • Offre al Modo di fare una prova nel caso in cui non gli creda. Periodo di Prova. “ Et se alcuna de le sopra dicte cose a alcuno paressino impossibile e infactibile, me offero paratissimo ad farne experimento in el parco vostro, o in qual loco piacerà a Vostr’Excellenzia, ad la quale humilmente quanto più posso me recomando.” “Se le cose che ho promesso di fare sembrano impossibili e irrealizzabili, sono disposto a fornirne una sperimentazione in qualunque luogo voglia Vostra Eccellenza, a cui umilmente mi raccomando.”

Quindi le regola che Leonardo segue nella costruzione del suo profilo è quella valida sempre: cercare di vendersi al meglio.

Come metodologia ha personalizzato il curriculum  presentando le proprie competenze tenendo bene presenti le richieste e le necessità dell’organizzazione ( Ludovico il Moro)  per cui  si candidava. Per questo  Leonardo si concentra sulle abilità utili a realizzare strumenti di guerra e fa “scivolare” negli ultimi tre punti le capacità artistiche e civili, senza ometterle, anzi, valorizzandole.

Con una idea  moderna idea di comunicazione, una genialità psicologica, messa abilmente, ma non per caso, a fine testo: propone al Moro il progetto di un grande cavallo di bronzo, dedicato al padre Francesco Sforza, primo duca di Milano. Il cavallo monumentale non si fece, ne  fu costruito il solo modello in creta che andò perduto, come? In guerra!

La lettera del 1482 circa si trovanel Codice Atlantico, Milano, Biblioteca Ambrosiana

Ecco il testo originale con i 12 punti elencati delle sue capacità:

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  1. Ho modi de ponti leggerissimi et forti, et atti ad portare facilissimamente, et cum quelli seguire, et alcuna volta fuggire li inimici, et altri securi et inoffensibili da foco et battaglia, facili et commodi da levare et ponere. Et modi de arder et disfare quelli de l’inimico.
  2. So in la obsidione de una terra toglier via l’acqua de’ fossi, et fare infiniti ponti, gatti et scale et altri instrumenti pertinenti ad dicta expedizione.
  3. Item, se per altezza de argine, o per fortezza di loco et di sito, non si potesse in la obsidione de una terra usare l’officio de le bombarde, ho modi di ruinare omni rocca o altra fortezza, se già non fusse fondata in su el saxo.
  4. Ho ancora modi de bombarde commodissime et facile ad portare, et cum quelle buttare minuti (saxi a similitudine) di tempesta; et cum el fumo di quella dando grande spavento all’inimico, cum grave suo danno et confusione.
  5. Et quando accadesse essere in mare, ho modi de molti instrumenti actissimi da offender et defender, et navili che faranno resistenzia al trarre de omni g[r]ossissima bombarda et polver & fumi.
  6. Item, ho modi, per cave et vie secrete et distorte, facte senza alcuno strepito, per venire (ad uno certo) et disegnato[loco], ancora che bisognasse passare sotto fossi o alcuno fiume.
  7. Item, farò carri coperti, securi et inoffensibili, e quali intrando intra li inimica cum sue artiglierie, non è sì gran de multitudine di gente d’arme che non rompessino. Et dietro a questi poteranno seg[ui]re fanterie assai, illesi e senza alcuno impedimento.
  8. Item, occurrendo di bisogno, farò bombarde, mortari et passavolanti di bellissime et utile forme, fora del comune uso.
  9. Dove mancassi la operazione de le bombarde, componerò briccole, mangani, trabucchi et altri instrumenti di mirabile efficacia, et fora del usato; et insomma, secondo la varietà de’ casi, componerò varie et infinite cose da offender et di[fendere].
  10. In tempo di pace credo satisfare benissimo ad paragone de omni altro in architectura, in composizione di edificii et pubblici et privati, et in conducer acqua da uno loco ad uno altro.

11) Item, conducerò in sculptura di marmore, di bronzo et di terra, similiter in pictura, ciò che si possa fare ad paragone de onni altro, et sia chi vole.

12) Ancora si poterà dare opera al cavallo di bronzo, che sarà gloria immortale et eterno onore de la felice memoria del Signor vostro patre et de la inclita casa Sforzesca.

Una lettura più moderna è la seguente:

1) Sono in grado di creare ponti, robusti ma maneggevoli, sia per attaccare i nemici che per sfuggirgli; e ponti da usare in battaglia, in grado di resistere al fuoco, facili da montare e smontare; e so come bruciare quelli dei nemici.

2) In caso di assedio, so come eliminare l’acqua dei fossati e so creare macchine d’assedio adatte a questo scopo.

3) Se, sempre in caso di assedio, la fortezza fosse inattaccabile dalle normali bombarde, sono in grado di sbriciolare ogni fortificazione, anche la più resistente.

4) Se, sempre in caso di assedio, la fortezza fosse inattaccabile dalle normali bombarde, sono in grado di sbriciolare ogni fortificazione, anche la più resistente.

5) Sono in grado di ideare e creare, in modo poco rumoroso, percorsi sotterranei per raggiungere un determinato luogo, anche passando al di sotto di fossati e fiumi.

6) Costruirò carri coperti, sicuri, inattaccabili e dotati di artiglierie, che riusciranno a rompere le fila nemiche, aprendo la strada alle fanterie, che avanzeranno facilmente e senza ostacoli.

7) Se c’è bisogno costruirò bombarde, mortai e passavolanti [per lanciare sassi e ‘proiettili’] belli e funzionali, rielaborati in modo nuovo.

8) Se non basteranno le bombarde, farò catapulte, mangani, baliste [macchine per lanciare pietre e ‘fuochi’] e altre efficaci macchine da guerra, ancora in modo innovativo; costruirò, in base alla situazione, infiniti mezzi di offesa e difesa.

9) In caso di battaglia sul mare, conosco efficaci strumenti di difesa e di offesa, e so fare navi che sanno resistere a ogni tipo di attacco.

10) In tempo di pace, sono in grado di soddisfare ogni richiesta nel campo dell’architettura, nell’edilizia pubblica e privata e nel progettare opere di canalizzazione delle acque.

11) So realizzare opere scultoree in marmo, bronzo e terracotta, e opere pittoriche di qualsiasi tipo.

12) Potrò eseguire il monumento equestre in bronzo che in eterno celebrerà la memoria di Vostro padre [Francesco] e della nobile casata degli Sforza.

 

 

 

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